Un paese senza memoria è un paese senza futuro.

Settembre 21st, 2014 Nessun commento »

La sez. A.N.P.I. di Medicina invita la cittadinanza medicinese

Martedì 30 settembre 2014 ore 20.30 in Comune presso la sala del Consiglio Comunale, alla presentazione del libro:

Licurgo Fava

partigiano

1944 – 2014

Medicina 25 luglio 2014 – 4′ edizione della “Pastasciutta Antifascista”

Luglio 10th, 2014 Nessun commento »

E’ morto Lino “William” Michelini

Luglio 9th, 2014 Nessun commento »

Prima festa provinciale dell’ A.N.P.I.

Giugno 8th, 2014 Nessun commento »

 

 


Monte Faggiola, 4′ Festa dei Partigiani

Giugno 3rd, 2014 Nessun commento »

70° anniversario della fondazione dell’ANPI

Maggio 14th, 2014 Nessun commento »

 

Il 6 e 7 giugno p.v. l’ ANPI celebrerà a Roma il 70° anniversario della sua fondazione, che avvenne appunto il 6 giugno 1944, in Campidoglio, a soli due giorni dalla liberazione della città Roma. I promotori, partigiani delle formazioni cittadine e delle brigate che avevano operato a ridosso dei due fronti, di Cassino e Anzio, nel deporre le armi e dedicarsi all’avvio della democrazia nella città ritornata capitale d’Italia, vollero creare un sodalizio che riunisse i reduci, fosse di sostegno ai familiari dei caduti, promuovesse gli ideali patriottici, di libertà e solidarietà umana che avevano animato la Resistenza e spinto molti di loro ad unirsi ai combattenti del rinnovato esercito italiano integrato nelle forze armate alleate. A tali propositi l’ANPI è stata coerentemente fedele in questi 70 anni di vita repubblicana, perseguendo il bene comune, nel nome dei valori democratici che la Costituzione ha recepito dagli oppositori al regime fascista e dal popolo italiano che nella grande maggioranza ha espresso e sostenuto la lotta partigiana contro occupanti nazisti e collaborazionisti subendo anche innumerevoli stragi, persecuzioni di innocenti ed atti di vera barbarie.

A partire dal 2006, l’ANPI si è poi arricchita della presenza e partecipazione attiva di molti “antifascisti” che si riconoscevano nelle sue finalità statutarie e di tantissimi giovani. Ciò ne fa oggi una prestigiosa garante del rispetto, difesa ed attuazione della Costituzione e dei valori che in essa sono espressi. Una garanzia che nasce non solo dalla presenza di più di 130.000 iscritti, ma anche dalla autorevolezza di un’Associazione che è stata definita, in un importante documento giudiziario, come “erede e successore” dei valori resistenziali. Insomma, un’Associazione fortemente radicata nel migliore passato del nostro Paese, ma che guarda costantemente al futuro, nella speranza che si realizzino al meglio i sogni, le attese e le speranze dei combattenti per la libertà.

25 Aprile a Medicina

Aprile 24th, 2014 Nessun commento »

 

 

Giovedì 17 Aprile, Partecipate Numerosi

Marzo 24th, 2014 Nessun commento »

Marzo ’44 un milione di lavoratori incrociò le braccia

Marzo 17th, 2014 Nessun commento »

Ricordare, a settanta anni di distanza, gli scioperi del marzo 1944 significa tornare ad uno degli avvenimenti più significativi della rinascita dell’Italia come Stato repubblicano e democratico. Gli scioperi sono stati un avvenimento assolutamente eccezionale. Nessun Paese occupato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale ha vissuto una conflittualità così partecipata ed estesa. In nessun Paese, durante la guerra, il mondo del lavoro ha assunto una centralità così evidente tale da condizionare le sorti del regime fascista e da imprimere una così pronunciata impronta alla transizione verso la democrazia.

Quello che si consuma nella primavera del 1944 è qualcosa che investe direttamente la legittimazione del regime: diversi mesi prima della destituzione, Mussolini, già perdente sul fronte esterno, perde in gran parte il consenso del popolo italiano, viene sconfitto sul fronte interno. La rottura avviene sul terreno dell’adesione o del rifiuto della guerra fascista ovvero dell’elemento più intrinsecamente legato all’esperienza del ventennio. Lo sciopero generale segna il passaggio del mondo del lavoro all’azione diretta, che poi sfocerà nella Resistenza e nella guerra partigiana.

A Torino, alla Fiat Mirafiori e alla Fiat Lingotto, e poi in tutti i grandi e piccoli stabilimenti piemontesi; a Milano, nell’intera provincia, dove lo sciopero fu compatto dal 1° all’8 marzo; a Legnano, Varese, Brescia, Bergamo, in tutta la Lombardia; a Bologna, dove dagli stabilimenti Ducati lo sciopero si propaga in tutte le provincie emiliane; in Toscana a partire dalle officine Galileo e Pignone; e così in Liguria in Veneto. La feroce repressione tedesca, sia in termini di deportazione che di ricerca dei responsabili dello sciopero, impone una riflessione di duplice natura: sulla sofferenza individuale con la quale si pagò il coraggio politico ed etico; sull’arricchimento della Resistenza armata grazie ai tanti quadri operai politicizzati che andarono ad ingrossarne le fila per sfuggire alla persecuzione. Il mondo del lavoro assume una funzione nazionale nel momento in cui comincia a profilarsi la sconfitta militare dei tedeschi e dei fascisti.

L’iniziativa operaia, dei lavoratori, propone una via di uscita fondata sui valori del mondo del lavoro: la libertà e la democrazia.

Promemoria

Dicembre 9th, 2013 Nessun commento »