“Per un’irriducibile volontà di pace”

Dicembre 9th, 2015 Nessun commento »

 

“Per un’irriducibile volontà di pace”: questo il titolo di un manifesto che Anpi, Cgil, Cisl, Uil hanno sottoscritto dopo i tragici fatti di Parigi. Manifesto a cui hanno aderito l’Arci e L’Istituto Alcide Cervi.

Questo il testo:

Ci rivolgiamo, con profonda preoccupazione, alle cittadine e ai cittadini italiani, ai Parlamentari, al Governo, alle alte cariche dello Stato. Si è di fatto creata una drammatica situazione mondiale, foriera di possibili disastri per tutti. Il terrorismo colpisce e minaccia nelle forme più barbare, cercando di creare una situazione di insicurezza totale. A questo si uniscono tensioni e vicende non meno premonitrici di tempesta. Siamo sull’orlo di un baratro da cui, in altri tempi, sono scaturiti orrore, morte e guerre. Assistiamo ad un’accelerazione di incontri, accordi, azioni, dallo sfondo preminentemente militare, che evidenziano un pericolosissimo accantonamento del primo e fondamentale obiettivo di chi deve decidere sulle sorti del mondo: la politica della pace, l’esigenza di affrontare le questioni alla radice, di aver chiaro il quadro delle parti in campo, di avviare rapporti e risoluzioni, anche dure, in campo diplomatico, e soprattutto la necessità di considerare come strumento fondamentale per la risoluzione delle controversie e dei problemi internazionali, l’intesa leale e sincera fra tutti i Paesi che intendono seriamente combattere e sconfiggere, in ogni sua forma, la violenza. Ma per fare questo occorre trasparenza e una irriducibile volontà di pace, sottratta ad ogni interesse personalistico e nazionalista.

L’Isis è un nemico che in troppi hanno sottovalutato, e perfino favorito fornendo direttamente o indirettamente gli armamenti. Ebbene, è ora di assumersi – prima che si sparga altro sangue innocente – l’impegno di un grande lavoro di riflessione responsabile e culturalmente approfondita, e di un contrasto all’espandersi di fenomeni di estrema gravità che risponda ad unità e concordanza piena sugli elementi fondanti della civiltà.

A chi semina orrore e barbarie bisogna rispondere con la forza della ragione e dei valori fondamentali, che traggono la prima fonte di ispirazione dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, scaturita proprio dalla terribile esperienza della seconda guerra mondiale.

Carlo Smuraglia, Presidente nazionale ANPI
Susanna Camusso, Segretaria generale CGIL
Annamaria Furlan, Segretaria generale CISL
Carmelo Barbagallo, Segretario generale UIL

Roma, 1 dicembre 2015

Di seguito il comunicato di adesione dell’Istituto Alcide Cervi

DALLA VOLONTÀ DI PACE ALL’AZIONE DELLA DEMOCRAZIA

L’Istituto Alcide Cervi aderisce al manifesto “Per una irriducibile volontà di Pace” promosso da ANPI nazionale, CGIL, CISL e UIL. Un richiamo ai valori fondanti della nostra civiltà che giustamente pone toni allarmati di fronte alla militarizzazione del dibattito internazionale. Prima che sia troppo tardi, e l’enormità della guerra diventi un normale paesaggio dell’attualità, le forze della ragione e della volontà politica consapevole devono prevalere.

A questa irriducibile volontà di pace aggiungiamo l’esortazione per l’azione democratica, l’unico arsenale disponibile e insieme formidabile che i popoli e i loro governi responsabili possono mettere in campo di fronte alla regressione della civiltà. Ce lo insegnano nazioni e comunità lontane, ma anche vicine: il volere popolare, in una parola la democrazia, rimane l’antidoto assoluto alla barbarie, alla paura, all’ingiustizia, e insieme il disinnesco più duraturo per ogni conflitto, contro ogni tirannia.

La rinascita democratica presuppone una pluralità di soggetti compartecipi alla causa della libertà, dalle istituzioni alla società civile, passando per una seria, paziente quanto radicale azione culturale, formativa. Istituti come il nostro, a partire dalla memoria e dalla cittadinanza praticata, possono fare la propria parte, al fianco di tutti gli altri attori, dai protagonisti istituzionali alle agenzie educative e culturali. Costruire ponti e non muri, nelle scuole come nelle comunità, è stato lo slogan lanciato pochi giorni fa proprio da Casa Cervi e dal Ministero dell’Istruzione in un convegno nazionale. È il genere di risposte che appartengono alla storia di questo luogo e di questa terra.
La memoria dei fratelli Cervi, dalla loro Casa, sarà sempre dalla parte della ragione e del pensiero, dei valori universali dell’umanità; da chi ha fatto la Lotta di Liberazione, e ha conosciuto la guerra, sarà sempre insieme ai portatori di pace, e dunque di democrazia.

Parte il Cineforum Storico

Novembre 3rd, 2015 Nessun commento »

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Presentazione del libro “VOLPE” Arrigo Brini

Ottobre 2nd, 2015 Nessun commento »

Arrigo Brini, “Volpe”,  nato il 26 marzo 1925 a Medicina;
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi. Partecipò alle battaglie di Porta Lame e della Bolognina.

In quest’ultima restò gravemente ferito.
Ricoverato nella cosiddetta “infermeria” della 7a brg GAP ove furono raccolti i partigiani feriti nelle battaglie di porta Lame e della Bolognina, venne sorpreso assieme ad altri 12 compagni da militi fascisti (avvertiti da una delatrice), e trascinato con gli altri alla fucilazione eseguita il 13 dicembre 1944.

17 ottobre 2015 – La Notte Rossa a Medicina

Ottobre 2nd, 2015 Nessun commento »

Partecipiamo Numerosi

Iniziativa ANPI sala Auditorium 25 settembre 2015

Settembre 15th, 2015 Nessun commento »

E’ la pura verità!!!!!

Agosto 5th, 2015 Nessun commento »

25 Luglio 2015 – 4ª edizione della Pastasciutta Antifascista

Luglio 1st, 2015 Nessun commento »

 

“ L’inizio della fine: 25 luglio 1943, una data da ricordare “

Passa una serata in nostra compagnia

 

Dedicato alla Resistenza e a Tutti i Partigiani del Comune di Medicina

Maggio 18th, 2015 Nessun commento »

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Sezione di Medicina

Buon pomeriggio a tutti e grazie di essere qui.

Dopo aver partecipato alla numerosa manifestazione questa mattina a Medicina per onorare il 70° anniversario del Liberazione d’Italia,ora ci troviamo qui a Villa Fontana per inaugurare il monumento dedicato alla Resistenza e a tutti i partigiani del Comune di Medicina.

Questo progetto inizia circa 6 anni fa, quando nella sala della Partecipanza, si ricordava il sacrificio di Ercole Dalla Valle, nostro concittadino, morto a 17 anni durante la battaglia di Porta Lame a Bologna nel novembre del 1944.

Presiedevano a quella iniziativa Giovanni Parini, Argento Marangoni e Lino “William” Michelini allora Presidente Provinciale dell’ANPI Bolognese.

Ci sono parole, frasi che rimangono impresse nella memoria, che lasciano un segno, io non scorderò mai cosa disse William nell’iniziare il suo intervento:

La vostra importante frazione medicinese, Villa Fontana, è stata quella che ha dato vita a un distaccamento gappista valorosissimo, che ha lasciato un segno profondo e indelebile nella storia della Resistenza, sia di questo territorio sia in Bologna-città. 

Fu una bella serata, commovente, e molto partecipata, e dal pubblico arrivò appunto la richiesta di avere anche a Villa Fontana un monumento che ricordasse la Resistenza.

Da subito abbiamo aderito alla richiesta, da subito abbiamo iniziato a lavorarci, dopo alcuni tentativi non andati a buon fine, ci siamo un attimo fermati, ma non scoraggiati, abbiamo continuato a lavorarci.

Poi nel 2012 la svolta: due grandi amici dell’ANPI di Medicina, Giuseppe Argentesi e Giovanni ”Gianni” Bragaglia, durante il nostro pranzo sociale, hanno proposto di formare un comitato “pro-monumento” facendoci poi conoscere chi ci poteva aiutare per realizzarlo:

li presento, Claudio Pesci e Mauro Olivi, a loro, lascerò il compito di spiegare il messaggio che hanno voluto dare con il loro lavoro.

Oggi 25 Aprile 2015, 70° Anniversario della Liberazione consegniamo ai cittadini di Villa Fontana e alla Città di Medicina, questo monumento, dedicato alla Resistenza e a tutti i Partigiani del Comune di Medicina.

Questo monumento, per noi ha un cuore.

Il cuore degli ‘eroi e degli umili che hanno costruito l’Italia democratica’.

Uomini e donne che hanno tanto creduto nei valori della libertà e della democrazia da spendere la loro vita per conquistarli e difenderli.

Uomini e donne che sono stati vittime dell’oppressione, ma hanno trovato il coraggio civile di riscattare, per tutti, per il loro Paese, la libertà e i diritti negati.

Uomini e donne che hanno scelto di stare dalla parte giusta, dalla Resistenza, è nata la nostra Costituzione, è nata l’Italia democratica.

Il contributo che Medicina ha dato alla Resistenza è notevole, i partigiani combattenti ufficialmente riconosciuti nel dopoguerra dall’apposita commissione sono oltre 350 così suddivisi:

229 nella 5ª Brigata Bonvicini Matteotti; costituita nell’inverno 1943-44, operò nel quadrilatero compreso tra Molinella, Medicina, Castel Guelfo e Massa Lombarda. Bruno Marchesi “Delfus” medaglia d’Argento al Valor Militare è il comandante del battaglione di Medicina poi in seguito sarà il comandante della brigata.

40 nella 7ª GAP “Gianni” Distaccamento “Antonio Rossi di Medicina”, è in questa formazione a cui aderisce la maggior parte dei partigiani di Villa Fontana. Giuseppe Bacchilega “Drago” ne sarà all’inizio, il vicecomandante poi in seguito comandante, verrà decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

In 31 si aggregano alla 36ª Brigata Garibaldi “Alessandro Bianconcini”; una delle più forti brigate dell’Appennino tosco-emiliano, tra i tanti Isidoro Trombetti che è qui con noi, era uno di loro come lo era il compianto Franco Sangiorgi.

24 Medicinesi entrano nelle Divisioni “Belluno” e ”Nino Nannetti Osoppo” in Veneto e Friuli; assieme a Giovanni Parini, Duilio Argentesi partono il compianto Cuscini Tolmino (quante sgridate che mi ha dato) e “Tom” il nostro Pesci Loredano.

In 11 sono della  28° Brigata Garibaldi “Mario Gordini” che operava in Romagna in provincia di Ravenna;

Altri 16 in varie formazioni.

Ma esiste anche, quella che io chiamo l’altra Resistenza, una resistenza fatta senza armi, le numerose basi partigiane disseminate sul nostro territorio, stanno a testimoniare una vera lotta di popolo al nazifascismo, in molti aprono le proprie case ai partigiani, per nasconderli, curarli, nutrili.

Cosa che fa anche il Partigiano Licurgo Fava, per una spiata viene arrestato portato via dalla sua casa, dalla moglie, dai figli, barbaramente torturato, non parla, non tradisce i suoi compagni, viene poi fucilato dai fascisti in piazza a Medicina. Per il suo coraggio nell’affrontare la propria sorte gli venne conferita la medaglia d’oro al valor militare.

Cosa che fa Aristodemo Sangiorgi, nella sua casa inizia la stampa clandestina, da qui nei primi giorni di novembre esce il primo numero clandestino dell’Unità, stampato in circa 3000 copie, La sua casa sarà oggetto di un rastrellamento nell’agosto del 44, arrestato torturato ed infine fucilato il 25 dello stesso mese a Ravenna.

Storia poco conosciuta che presto porteremo a Medicina.

E’ doveroso ricordare il ruolo importante che le donne hanno nella resistenza, molte saranno staffette, portano ordini, armi, viveri, stampa clandestina e tutto quanto serve ai partigiani.

13 di loro saranno riconosciute partigiane combattenti.

Loredana Sasdelli militante nella 7° GAP Antonio Rossi di Medicina sarà decorata con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Le donne sono attive in tanti momenti di lotta, clamoroso fu il grande sciopero delle mondine nel giugno del 1944, si astengono dal lavoro il 12 ed il 13 ed ottengono dai padroni delle risaie l’accettazione delle rivendicazioni proposte. Il giorno successivo vanno al lavoro, ma dal 15 al 17 riprendono a scioperare per solidarietà con le mondine degli altri comuni.

Lascio a voi immaginare cosa volesse dire scioperare nel 1944 durante l’occupazione nazifascista.

45 sono i nostri concittadini caduti per la libertà, molti in battaglia, ma soprattutto assassinati dai nazifascisti dopo la cattura.

Lotte e sofferenze di donne e uomini, riconosciute nel 2008 dal conferimento della Medaglia d’Argento al Merito Civile alla Città di Medicina dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Oggi ci troviamo in condizioni del tutto diverse da quelle di settanta anni fa. Oggi nessuno pretende da noi di rischiare o addirittura sacrificare la propria vita. A noi però si richiede di essere vigili, di ricordare, di far conoscere a tutti, in particolare alle giovani generazioni, un periodo fondamentale della nostra storia.

A noi si richiede di non essere indifferenti a cosa succede intorno a noi, di essere capaci di indignarci e di partecipare attivamente, perché i valori della Resistenza e dell’antifascismo sono ancora attuali e la lotta contro i fascismi, di nuovo e vecchio tipo, è sempre attuale.

Oggi ricordiamo e onoriamo tutto questo, ma non dobbiamo farlo solo in questa occasione, domani, tra un mese nella vita quotidiana pensiamo a tutto questo, non dimentichiamo, non accontentiamoci, parliamo a chi desidera partecipare attivamente, e a coloro che forse non parteciperanno mai a queste cerimonie, non sentiranno mai, la necessità di un impegno personale, dobbiamo però lo stesso stimolarli, non solo ad informarsi, ma a capire, a sentire l’importanza di determinati momenti e di determinate scelte.

Fascismo e Resistenza non rappresentano solo due momenti storici, rappresentano due visioni del mondo diametralmente opposte.

Il fascismo impose dittatura e violenza, la guerra, le leggi razziali e l’occupazione tedesca;

la Resistenza e la Liberazione sconfissero la dittatura, cacciarono i tedeschi, affermarono la pace, la Libertà, la Democrazia la Repubblica e la Costituzione.

Numerosi sono i tentativi di revisionismo e di negazionismo della verità storica.

Ancora oggi si parla di “guerra civile”, la Resistenza che è una delle pagine più gloriose della storia italiana e non deve essere, assolutamente deformata, cercando di ridurne la portata.

Il presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia ha detto:

Sorprende che, ancora dopo tanti anni, esca ancora il tentativo di ridurre una pagina meravigliosa della storia del nostro Paese, a una lotta fratricida”.

Siamo davanti a queste belle scuole, le Enzo Biagi di Villa Fontana, il partigiano Enzo Biagi che intervistato sulla Resistenza disse:

E’ inutile, celebrare la Festa della Liberazione se poi ci si dimentica di ciò che è stata la Resistenza, di quella Costituzione, che oggi qualcuno considera vecchia e superata, senza rendersi conto che essa è figlia della rivendicazione di tutti i diritti che erano stati negati durante il Ventennio: la pace, il lavoro, la libertà d’espressione, l’uguaglianza, il rispetto per le istituzioni.

Parole dette anni fa ma che sembrano attualissime

Da qui, da queste scuole voglio ringraziare la direzione didattica di Medicina, gli insegnanti, per la collaborazione data come sempre, all’ ANPI di Medicina.

Voglio ringraziare le volontarie dell’ANPI che incontrano ogni anno tanti bambini all’ interno delle scuole del nostro Comune, spiegando loro la storia della resistenza, fanno veramente un bel lavoro e per questo Le ringrazio tantissimo.

Voglio ringraziare ancora una volta Giuseppe Argentesi, Gianni Bragaglia per il fattivo aiuto, Claudio Pesci e Mauro Olivi per il lavoro svolto.

Ringrazio i tecnici e operai del Comune di Medicina per la gentile e competente collaborazione.

Ringrazio l’UDI di Medicina e lo SPI di Medicina per il contributo che hanno dato.

Ringrazio il Centro Sociale 1° Maggio di Villa Fontana e il Centro Canova di Medicina con cui organizziamo il nostro pranzo sociale annuale e per il contributo dato.

Ringrazio l’Amministrazione Comunale per il grande aiuto e la fattiva collaborazione con l’ANPI comunale e per aver promosso un calendario veramente nutrito di iniziative a ricordo del 70° della Liberazione.

Ringrazio il direttivo dell’ANPI di Medicina che mi supporta e spesso sopporta.

Il nostro impegno è non dimenticare, lavoreremo affinché le nuove generazioni sappiano perché, degli italiani, quelli che dopo l’8 settembre 1943 non andarono a Salo’ e fecero la resistenza, ha portato alla conquista di un mondo civile e alla libertà, per cui oggi vedi quello che vuoi, leggi quello che vuoi e scrivi quello che vuoi.

Ma restiamo vigili,

Maria Cervi figlia di Antenore ebbe a dire:

Nessuna conquista è per sempre, c’è sempre qualcuno che è interessato a toglierla, per cui resistere è un dovere e una necessita dei giovani, altrimenti non si va avanti.

L’ANPI di Medicina si impegnerà sempre per difendere i valori di cui la Resistenza è portatrice, e soprattutto che la Liberazione e la Resistenza non restino il ricordo e la riflessione di un giorno, ma si inseriscano a pieno titolo e per sempre nella storia e nella coscienza civile della nostra città.

A noi stessi, ai giovani, a tutti voi diciamo,

Ora e sempre, Resistenza.

Medicina, li 25 Aprile 2015

Vanes Tamburini (Presidente Sezione ANPI Medicina)

 

70° Anniversario della Liberazione (programma)

Aprile 16th, 2015 Nessun commento »

25 Aprile 2015 ore 16.00 – Inaugurazione del monumento dedicato alla Resistenza e a tutti i Partigiani del Comune di Medicina

Aprile 14th, 2015 Nessun commento »